Quando si parla di tornare in forma, quasi sempre l’attenzione va al controllo: cosa mangiare, cosa evitare, quanta forza di volontà serve. Con il tempo, però, è diventato evidente che il controllo non è la leva principale del cambiamento, e anzi, raramente si riesce ad applicare una volontà ferrea fino ad ottenere una buona condizione stabilizzata nel tempo.
Nella mia personale esperienza ho capito che la vera svolta avviene quando siamo presenti nel Qui e Ora, nel nostro centro interno, da cui nasce la realtà e lo stato in cui viviamo. È da lì che il corpo risponde e si riallinea.
In questo articolo condivido una visione maturata attraverso l’esperienza diretta e l’osservazione. Il tornare in forma è una conseguenza naturale del riallineamento dell’asse cuore–cervello.
Il cuore è un generatore di frequenza
Il cuore è il centro di presenza e il generatore di frequenza. È il primo principio incarnato attraverso cui la vita si manifesta.
Dal cuore prende forma l’essenza divina incarnata, la matrice viva dell’essere nella carne, una frequenza intelligente che regola, ordina e orienta il processo di incarnazione e di espressione della vita.
Da questo punto prende “forma” lo stato in cui ci troviamo, ed è quello “stato” che si irradia nel campo quantico. Il corpo, quindi, non segue “solo” le istruzioni mentali, segue soprattutto la frequenza da cui viviamo.
Dal controllo alla presenza nasce la vera “magia”
La mia cosiddetta e preferita frase “magia del tornare in forma” non è qualcosa di esterno, né una tecnica speciale. È il passaggio dal controllo alla presenza.
Quando si resta presenti, non si sta semplicemente gestendo un impulso, ma si cambia il proprio posizionamento nel campo quantico. E quando cambia lo stato, cambia anche la risposta del corpo.
Il campo quantico risponde allo stato in cui ci si trova, non all’impulso automatico.
Il ciclo dell’impulso
Se lo guardiamo in sequenza, si attiva un ciclo molto chiaro, e scopro che tutto parte dall’impulso.
Come si sviluppa
L’impulso nasce dai sistemi automatici del passato, non dal presente.
Come si genera l’impulso:
- sistema nervoso autonomo (SNA): orientato alla sopravvivenza e alla ripetizione di schemi noti,
- mente condizionata (cervello, centro di ricezione, elaborazione automatica e generatore di automatismi): che anticipa e richiama abitudini e associazioni apprese,
- sistema emotivo (reti e strutture neurali coinvolte nell’elaborazione delle emozioni): che utilizza il cibo come regolatore di stati interni,
- memoria corporea e metabolica costruita nel tempo,
- identità passata: che tende a mantenere continuità con ciò che è già conosciuto.
Quando sono in Presenza
La presenza interrompe la continuità automatica, ed è proprio questo a generare ciò che io chiamo la “magia”, cioè creazione consapevole della realtà.
Orientamento alla presenza
- attenzione riportata nel Qui e Ora
- contatto con il centro interno, con il cuore (centro di presenza e generatore di frequenza)
- allineamento asse cuore-cervello
In questo modo si sospende la reazione automatica e si prende il “controllo”.
L’interruzione rompe l’automatismo, l’impulso non viene seguito,
non c’è risposta immediata
- il circuito automatico non riceve conferma
A quel punto si crea uno spazio tra stimolo e risposta. È una breve pausa, fatta di silenzio interno e di attenzione presente.
È in quello spazio che avviene quella che chiamo “magia”: il corpo si riallinea, l’impulso perde forza e l’energia torna disponibile.
Da questo spazio diventa possibile qualcosa di nuovo: scegliere nel presente, agire senza automatismi e restare nel Qui e Ora.
L’asse cuore–cervello
Il cervello è il centro di ricezione ed elaborazione. Riceve segnali, li interpreta e li traduce in pensieri, immagini, abitudini e automatismi.
Non genera la frequenza primaria come fa il cuore, ma risponde, organizza ed esegue in base allo stato attivo e all’esperienza fatta.
Quando l’attenzione e la coscienza si disallineano dal cuore, il cervello assume il governo del sistema, lavora in autonomia e tende a ripetere schemi già noti. In sostanza, quando l’asse cuore–cervello perde coerenza.
In questa condizione entra facilmente in risonanza con strutture energetiche organizzatrici (arcontiche), che coordinano, rinforzano e mantengono il paradigma esistente.
Quando la coerenza dell’asse viene ristabilita, il cervello si riallinea, interpreta la frequenza del cuore e la rende operativa nella materia.
Una conferma biologica
Curiosità (che per me non è affatto casuale): il cuore è il primo organo a formarsi e a diventare funzionale nell’embrione. Deriva dal mesoderma ed è il primo a pulsare, quando tutto il resto è ancora in formazione.
È chiaro come la vita dica subito da dove parte davvero.
Quando il cuore guida, il resto si riallinea.
La vera svolta avviene quando si torna al cuore e lo si accende.
Tornare in forma, quindi, non è controllo è riallineamento.
Il corpo segue sempre lo stato da cui viviamo.